The game di Baricco diventa libro per ragazzi

 ALESSANDRO BARICCO – THE GAME – FELTRINELLI – “Non prevedevo nulla del genere. Neanche fra 30 anni avrei mai potuto pensare che ci saremmo ritrovati tutti a comunicare così. Credo però ci sia un aspetto positivo; siamo tutti costretti a far amicizia e a utilizzare il digitale e i nostri device. Anche se, poi, noi siamo prima di tutto corpi.
    Nulla può indurci a chiuderci in casa se non il timore della morte”. Una trentina di lettori, in video chat, cuffiette alle orecchie, a incontrare lo scrittore dei best seller. No, neanche Alessandro Baricco, avrebbe mai immaginato che nel 2020 le presentazioni dei libri sarebbero avvenute così. Neanche lui, che pure nel 2018 alla rivoluzione digitale, dalle sue origini alle sterminate potenzialità, aveva dedicato il best seller “The game”, avrebbe mai potuto immaginare che l’intera umanità per mesi interi si sarebbe aggrappata così alla rete e al digitale, costretta all’isolamento da un virus. “La buona notizia è che la rete ha retto. Provate a sottoporre allo stesso stress un frullatore, non credo resisterà”, sorride lui. Proprio da quel libro nasce una nuova versione per giovani lettori, “The Game.
    Storie del mondo digitale per ragazzi avventurosi”, curato dallo stesso Baricco, scritto con semplicità e ironia da Sara Beltrame e arricchito dalle illustrazioni colorate di Tommaso Vidus Rosin, in libreria da oggi per Feltrinelli.
    Un libro che è una “mappa del mondo”, come la definisce Baricco incontrando in video collegamento un gruppo di giovani studenti di Formia (LT) e alcuni lettori che hanno acquistato il volume in pre-order. La Beltrame – scrittrice, sceneggiatrice e documentarista uscita dalla scuola Holden con menzione d’onore e autrice già per Rizzoli de Il Grande Omi – lo ha “avvicinato” ai ragazzi inventando un nuovo personaggio: una giovane ragazzina della stessa età dei suoi lettori, che scopre il “The game” originale di Baricco e inizia a viaggiarci dentro, raccontando, traducendo, riportando nozioni e scoperte. “Eravamo partiti con una versione che sembrava quasi National Geographic – racconta lei da Barcellona – La parte più difficile del lavoro è stata proprio trovare una voce narrante giusta, che fosse rispettosa del testo originario, mi permettesse di viaggiarci dentro e anche di divertirmi”.
    “Preoccupazione? No, non riesco ad averne mai, in generale”, dice Baricco, che in “The game” raccontava quel territorio dove ci ritroviamo ad abitare quando usiamo uno smartphone, scarichiamo una app o giochiamo a un videogame. Un luogo divertente da cui entrare e uscire tutte le volte che vogliamo, ma le cui regole non sono così semplici. “Di fronte all’era digitale ci può anche essere un po’ di paura – prosegue – ma sono tante e tali le scommesse e le possibilità che si aprono, che prevale quell’emozione febbrile, come quando entri in discoteca o al luna park. Voi ragazzi – dice rivolto agli studenti – oggi siete molto più esposti al pericolo che qualcuno vi freghi, vi porti via il vostro tempo o vi racconti quel che vuole, rispetto a quando io avevo la vostra età. Ma avete anche molte più informazioni, comunicate molto di più. Insomma, la battaglia è più difficile, ma la combattete con armi più potenti”. App, giochi, social, possono davvero rendere un’intera generazione dipendente? “Siamo tutti dipendenti da qualche cosa – riflette Baricco – Io ho una dipendenza dai libri, non posso addormentarmi senza”. “Ma questa nuova era è The game?”, chiede qualcuno. “No – risponde lui – questo è un momento brutto. E’ la tempesta. Dobbiamo tirare già le vele e cercare di restare a galla. Le tecnologie ci aiutano. Ne usciremo più capaci con i device, ma avremo anche capito quanto non ci basteranno mai a vivere”. (ANSA).
   


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