Thyssen, la madre di una delle vittime: ‘È l’ennesima presa in giro’

“Ci vergogniamo dell’Italia e ci vergogniamo della Germania, non possono zittirci dicendo che ce l’hanno messa tutta perché non è vero”. Così Rosina Platì, mamma di una delle vittime del rogo della Thyssenkrupp a Torino nel 2007 sulla concessione della semilibertà concessa ai manager tedeschi. A breve i familiari delle 7 vittime incontreranno il procuratore generale di Torino. “Quando hanno concesso l’estradizione dovevano farsi assicurare che sarebbero andati in carcere – aggiunge Platì – Questa non è una condanna è l’ennesima presa in giro da parte di tutti”.

“Qui davanti non dovrebbero esserci solo i giornalisti ma tutta la Regione, le istituzioni e soprattutto gli operai che sono vivi. Non ho visto nessuno. Se non basta quello che facciamo qui, andremo ancora a Roma”. Così Laura Rodinò, sorella di Rosario, una delle vittime del rogo della Thyssenkrupp, commenta davanti al tribunale di Torino la notizia della semilibertà per i manager tedeschi. 

   


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