Turismo, scuola, ricerca e Green New Deal: così il governo può spendere i 100 miliardi del Recovery Fund

Anche per un paese come il nostro abituato a contare il debito pubblico a suon di trilioni (oggi sono 2,3) i 100 miliardi che ci spetterebbero con il Recovery Fund sono una cifra degna di ogni considerazione: dietro l’angolo c’è la possibilità di fare grossi investimenti, dal vettore verde a quello della ricerca e delle nuove tecnologie. Se poi, come ha assicurato il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, sarà possibile avere un “anticipo” di queste risorse prima dell’estate, bisognerà fare in fretta. Bisognerà scegliere come e dove e spendere, stabilire le priorità ed evitare rischi di sprechi, inefficienze e ritardi. Perché se è vero che il presidente francese Macron ci ha già suggerito di destinare le risorse italiane del Recovery fund al settore turistico devastato dall’epidemia, è vero anche che la lista della spesa è lunga: dissesto idrogeologico, scuola, ricerca, sanità, infrastrutture. Il governo, con il ministro dell’Economia Gualtieri, già prima dell’arrivo del virus, aveva fissato delle linee di indirizzo che partivano dal cosiddetto Green New Deal e le nuove risorse sono l’occasione buona per pensare ad un rilancio.
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