Una donna in marina tra amore e orgoglio

 La critica francese si è un po’ divisa su ‘In prima linea. Una donna in marina’, secondo lungometraggio dell’attrice e regista Hélène Fillières (Regine per un giorno). Da una parte c’è chi ha messo in luce l’aspetto stereotipato della storia, ovvero quello di una donna che si confronta con l’ambiente militare ad alto livello di testosterone, e chi invece, forse con più verità, ha evidenziato quello romantico del film in cui si assiste a un amore tanto bello quanto silenzioso e sospeso.
Il film, con Lambert Wilson, Diane Rouxel e Alex Descas – dal 15 giugno in esclusiva sulle piattaforme digitali di Sky Primafila, Chili, Rakuten, Tim Vision, Apple TV, Infinity TV, Google Play, CG Digital e The Film Club -, parte con l’ostinata protagonista Laure Bauer (la talentosa Rouxel), ragazza esile quanto bella di 23 anni, fortemente decisa ad arruolarsi in Marina e che ha dalla sua un doppio master di francese e russo alla Sorbona. Nonostante il parere opposto della madre, celebre attrice di teatro che vede nella scelta della figlia una pericolosa deriva militarista troppo lontana dalle sue idee, Laure si arruola e viene assegnata come ufficiale alla Scuola dei fucilieri marines a Lorient. Qui si ritrova subito in ufficio faccia a faccia con il capitano di fregata Yann Rivière (Wilson), fascinoso, freddo e austero militare tanto da essere chiamato in caserma ‘il monaco’. Tra i due è subito silenziosa elettricità, preludio di una possibile passione che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Ma se Yann è come ossidato nel suo ruolo, Laure è invece in preda a un’infinita ambizione,quella di fare il corso per l’ambito berretto verde dei Commando (una specialità fino ad allora negata alle donne). Mentre Laure, grazie alla sua ostinazione, riesce ad accedere al corso con tanto di prove da superare che fanno pensare alla Casey Seeger di Ufficiale e gentiluomo, Yann sembra un uomo pronto a sbrinare il suo cuore d’inverno specie nella scena in cui i due si ritrovano soli in auto, mentre la radio trasmette una canzone d’amore per eccellenza come ‘Into my arms’ di Nick Cave. “È una storia d’amore molto originale – dice Lambert Wilson -. Nella mia carriera ho spesso dovuto recitare il silenzio, l’assenza, la mancanza, l’impossibilità di comunicare. Era affascinante poi in questo film il fatto che l’oggetto del mio desiderio fosse quasi di fantasia. Oltre al mio personaggio – continua l’attore – , trovo che ‘In prima linea’ sia un lavoro comunque molto bello. Mi piace la sua purezza, il suo lato quasi letterario, sofisticato e commovente”. Tra il suo personaggio e Laure, spiega ancora Lambert Wilson: “c’era sempre una ‘difficoltà’, questa la parola che usava sempre Hélène Fillières sul set. Questa ‘difficoltà’ sull’impossibilità di incontro, di una riconciliazione tra me e lei ha esacerbato il nostro gioco. Non posso dire di essermi innamorato di Diane sul set – conclude -, ma mi ha davvero affascinato. È una giovane meravigliosa, professionale, coraggiosa e moderna e capace poi di affrontare situazioni molto delicate, come quelle che dovevamo interpretare”.
   


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