Vaticano, il verbale di mons. Carlino: “Pena Parra mi disse come procedere su Torzi”

CITTA’ DEL VATICANO – Nuove rivelazioni sui verbali degli indagati nell’ambito della vicenda dell’acquisto da parte del Vaticano di un immobile a Sloane Avenue a Londra, affare per il quale il finanziere Gianluigi Torzi è detenuto con l’accusa di estorsione nella gendarmeria della Santa sede. Monsignor Mauro Carlino – secondo gli investigatori dell’Ufficio del Promotore Vaticano – sarebbe l’ultimo, in ordine di tempo, tra gli “emissari della Segreteria di Stato” incaricati di portare a termine la difficile trattativa con Gianluigi Torzi perché rimetta le mille azioni con diritto di voto della Gutt Sa che di fatto impediscono al Vaticano di disporre dell’immobile di Sloane Avenue a Londra. CarlinoVaticanoLa vicendaTutto ruota attorno alla compravendita dell’immobile londinese di Sloane Avenue, che ha coinvolto una rete di società in cui erano presenti alcuni funzionari della segreteria di Stato. Il broker Gianluigi Torzi fece da intermediario per far tornare alla segreteria di Stato vaticana l’immobile dopo un investimento sbagliato e, secondo le carte, avrebbe intascato 15 milioni di euro. All’imputato vengono contestati vari episodi di estorsione, peculato, truffa aggravata e autoriciclaggio, reati per quali la legge vaticana prevede pene fino a dodici anni di reclusione. L’affare londinese è stato uno tsunami per la Santa Sede, con quei 200 milioni di dollari spesi con nonchalance per l’acquisto di un palazzo da 17 mila metri quadri, e ha portato anche al sequestro in Svizzera di conti con depositi milionari, uno dei quali nella disponibilità di monsignor Alberto Perlasca, responsabile degli investimenti della Segreteria di Stato in Vaticano.

Fonte originale: Leggi ora la fonte