Villa Giulia apre a giugno, “In cassa 3mila euro”

(ANSA) – ROMA, 28 APR – C’è un museo a Roma, che il suo direttore ha presidiato insieme con gli addetti alla sicurezza, per ogni giorno della lunga quarantena italiana. E dove assistenti e funzionari hanno continuato a lavorare da casa, anche per tenere viva l’attenzione del pubblico con iniziative sui social, dirette, approfondimenti. Ma che il 18 maggio non potrà comunque aprire i suoi cancelli al pubblico. E’ il museo nazionale etrusco di Villa Giulia, storica sede rinascimentale e una collezione che non ha pari nel mondo. “In questo momento ci troviamo con poco più di 3 mila euro in cassa e un personale ridotto ai minimi termini, i fondi disponibili non bastano per fronteggiare adeguatamente l’emergenza”, spiega all’ANSA il direttore Valentino Nizzo. Non è un problema dovuto al Covid – premette – bensì agli strascichi del declassamento del museo deciso ad agosto 2019 dall’allora ministro Bonisoli. Da allora e fino allo scorso 25 febbraio la contabilità è passata ad altri uffici del ministero. “Complicati passaggi organizzativi che contiamo comunque di risolvere per giugno”, assicura Nizzo, che il ministro Franceschini ha reintegrato proprio a febbraio alla guida del museo tornato autonomo: “Aspettiamo come tutti le indicazioni del ministero con le linee guida per la sicurezza. Poi ci sarà da formare il personale per l’accoglienza dei visitatori in piena sicurezza per tutti”.

Intanto, nel rispetto del distanziamento necessario, già dai prossimi giorni alcuni dei funzionari torneranno fisicamente al lavoro per predisporre il necessario all’apertura e preparare le sale. “Per tutto il resto speriamo che il grande sforzo che abbiamo fatto tutti in questi mesi sulla comunicazione virtuale produca un ritorno di pubblico reale”. Certo mancheranno gli stranieri, che a Villa Giulia rappresentano una grande percentuale degli 80 mila visitatori annuali. E per quest’anno è in forse anche la vetrina del Premio Strega (Una delle ipotesi che si sta studiando è che la premiazione letteraria si svolga ugualmente nel celeberrimo Ninfeo ma senza pubblico) .
    Eccellenza mondiale,  l’Etrusco sta comunque impegnando tutte le sue forze per ripartire. Tanto più che ci sono da realizzare i progetti messi in cantiere nei primi due anni di autonomia del museo, per alcuni dei quali i fondi sono per fortuna vincolati anche se temporaneamente bloccati. Al momento non è detto che si riesca a portare a termine l’idea della Macchina del Tempio (una sala multimediale pensata per accogliere i visitatori e guidarli nel mondo etrusco). Ma dovrebbe comunque ripartire l’ambizioso progetto di ampliamento con il restauro delle attigue Concerie Riganti, per l’allestimento di sale per le mostre, l’accoglienza dei visitatori, un museum shop e una caffetteria. Nei mesi scorsi sono state affrontate le prime opere urgenti per la messa in sicurezza del complesso museale ma altre, come l’allestimento di un nuovo laboratorio di restauro accessibile al pubblico sono ancora da fare. E ancora, racconta Nizzo, con i fondi già stanziati si prevede di dotare il museo di una nuova cabina di regia che consenta di potenziare il sistema di amplificazione interna già realizzato in modo da consentire il controllo da remoto di tutte le 50 sale del museo da una sola postazione.

Intanto si punta a ripartire dal rapporto, sempre più stretto in questi mesi, con i visitatori più abituali. “I tempi sono durissimi per tutti e la cultura in questi momenti è ancora più importante”, dice Nizzo, che lancia la proposta di calmierare per questi mesi di post quarantena, i prezzi di tutti i musei pubblici. “Sarebbe bello offrire agli italiani, la possibilità di tornare a ricrearsi nei musei, ritrovarli come luoghi accoglienti e sicuri”. (ANSA).
   


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