Viserba. Allagamento, danni ingenti a case e attività. I residenti pronti a chiedere un risarcimento

Sono stati notevoli i danni alle case e alle attività in seguito all’allagamento avvenuto sabato scorso a Viserba. Un’intero isolato sommerso dall’acqua: da via Dati sino alla ferrovia e, in linea perpendicolare, da viale Piacenza a viale Palestrina. Una cinquantina di famiglie residenti sono pronte a chiedere un risarcimento per l’accaduto.

Infatti, a causare il disastro, secondo i chiarimenti di Hera è stata «la paratoia della Fossa dei Mulini, aperta mercoledì 21 febbraio vista la consistenza delle precipitazioni. Paratoia che si è parzialmente chiusa in modo automatico dalle 2,00 di sabato mattina, pertanto il deflusso dell’acqua risultava rallentato». Secondo le ricostruzioni di alcuni viserbesi ci sarebbero però volute oltre 12 ore prima di arrivare a risolvere il problema: «Dalle 2,00 la paratoia è stata aperta solo verso le 15,00 di sabato – attacca uno dei residenti – e nel frattempo si è scatenato l’inferno».

Sul caso Viserba l’ex sindaco Alberto Ravaioli afferma: «Hera deve spiegare perché ha portato il telecontrollo a Forlì senza lasciare una postazione di controllo del deflusso delle acque a Rimini. Basta poco, basta pensarci. Si può usare solo una parola: incuria. Non erano questi i patti». Ravaioli ricorda che durante il suo mandato «era stata ventilata l’intenzione di trasferire il telecontrollo altrove, ma a Rimini sarebbe comunque dovuto rimanere un presidio vista l’alta concentrazione di turisti. E ciò significa prendere l’auto e andare a controllare la situazione, per non far passare due o tre giorni prima di effettuare un intervento urgente».

Per fare il punto sulla funzionalità della rete idrica della città, il sindaco Andrea Gnassi incontrerà oggi i responsabili di Hera anche alla luce dei problemi emersi a Viserba. Inoltre, nei giorni scorsi, vi sono stati altri problemi relativi ai fossi in capo ai privati che non hanno provveduto ai lavori richiesti dal nuovo Regolamento del rischio idrogeologico in vigore dal maggio 2016. Privati che, se inadempienti, rischiano di essere multati.

 

 

Carmela Vigliaroli

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