VISERBA. CENTRO ACCOGLIENZA DI VIA COMACCHIO, I DISAGI DI ALCUNI RESIDENTI

Viserba, via Comacchio, piena zona balneare a 100 metri dal mare, ore 00.27. Una residente fa la cronaca su un social di quello che sta succedendo proprio vicino casa sua nel Residence Maxime, struttura che ospita extracomunitari. Uomini e donne baccagliano a voce altissima tra musica e ululati gutturali. Scavalcano balconi anche al terzo piano per andare nelle stanze adiacenti o si spostano sui tetti, senza controllo nè sicurezza. Stipati come bestie, si radunano in strada, si siedono a terra. Dall’alto piovono lattine, indumenti, fazzoletti, cicche.

Un quadro che si ripete di notte come di giorno, davanti agli occhi di tutti, mentre “qualcuno si vanta e guadagna sulle spalle di questi disagiati in nome di un’accoglienza di facciata, che in realtà non tiene conto della dignità delle persone: inquilini e anche vicini, …ma è ben attento a vivere altrove”, come afferma la cittadina di Viserba.

E conclude polemizzando sull’esempio dato di professionalità turistica, senso civico, dignità politico-sociale, mentre qualcun’altro puntualizza che purtroppo certe situazioni si considerano seriamente solo se e quando arrivano al dramma.

 

 

Carmela Vigliaroli

c.vigliaroli@alice.it