Viserba. Operazione “Frutta Market”, sei arresti per traffico di cocaina tra Spagna e Romagna

Un negozio di frutta e verdura a Viserba era la copertura per il traffico di cocaina dalla Spagna, un giro ingente stroncato dal nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Rimini che hanno eseguito sei misure cautelari per detenzione e spaccio di droga, nell’operazione “Frutta Market”. Agli arresti due cugini albanesi, di 41 anni, considerati i capi del gruppo, un 40enne di Cervia, un 47enne di Cesenatico artigiano edile, e un 39enne di Catania. Indagata anche la moglie del siciliano, mamma di un bimbo di pochi mesi, alla quale il gip ha concesso il solo obbligo di dimora.

Le indagini partirono nel 2016, a Trento, dopo l’arresto di tre pusher, di cui una coppia e un altro individuo che portavano avanti una vasta attività di spaccio tra la città del Trentino e il riminese. Durante la perquisizione nelle rispettive abitazioni gli inquirenti dell’Arma hanno rinvenuto un elenco scritto a mano di numeri telefonici accompagnati dal sostantivo ‘frutta’. Così sono partite una serie di indagini attraverso le quali sono arrivati a un market di frutta e verdura di Viserba.

Incrociando i dati, gli investigatori sono riusciti a individuare chi si nascondeva dietro il termine “frutta” una giovane ucraina, A. C., classe ’94, e il compagno albanese, classe ’79, i quali gestivano un negozio di ortofrutta a Viserba. Dall’esercizio commerciale faceva partire chili e chili di droga che distribuiva ai suoi ‘colleghi’. Dal suo nome gli investigatori sono arrivati a individuare anche altri professionisti membri della banda: C.E, albanese, classe ’77, D. D, siciliano, classe ’79, G. D., residente a Cervia, ’78, e C. G., domiciliato a Cesenatico, classe ’71. Un residente a San Mauro Pascoli, sempre facente parte del giro, è stato tratto in arresto in Spagna dopo essere stato trovato con 1,1 kg di cocaina, 9 kg di marijuana e 93 grammi di hashish. Droga che sarebbe dovuta passare dalla Francia e poi arrivare nella piazze di spaccio del riminese.

Le investigazioni hanno permesso di documentare circa 2000 cessioni di droga nell’arco di nove mesi corrispondenti a un giro di affari di oltre un milione di euro.