Washington scende in piazza con la più grande manifestazione antirazzista

“Black Lives Matter”, le vite dei neri contano. La scritta gialla, a lettere giganti, è stata verniciata a terra sulla strada che porta alla Casa Bianca, la stessa dove Donald Trump si era fatto fotografare qualche giorno fa con la bibbia in mano di fronte alla chiesa di Saint John, suscitando l’ira della sua vescova.  Washington si prepara così ad accogliere tra le 100 e le 200 mila persone, suddivise tra più sigle e con diversi itinerari,  per quella che si preannuncia come la più grande marcia contro il razzismo della sua storia. Gruppi di manifestanti si stanno radunando in diversi punti della città con cartelli e cori che chiedono giustizia per George Floyd e per tutti gli afroamericani morti per le violenze della polizia, ma la marcia vera e propria partirà dalle 20 ora italiana. Una manifestazione che si preannuncia pacifica e imponente anche se non paragonabile alla Women’s March su Washington all’indomani del primo Inauguration Day di Trump nel gennaio 2017, dove scesero in piazza un milione di dimostranti. Nessuna grande organizzazione nazionale, compresa BlackLivesMatter, ha promosso questo appuntamento. Al Sharpton ne ha lanciato un altro: ad agosto nella ricorrenza della marcia di Martin Luther King a Washington.


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